La gradazione alcolica nei vini, in particolare dei rossi, è un tema molto attuale. Ma ci possono essere alternative naturali alla dealcolazione? L’opinione dell’enologo Valentino Ciarla.

Low alcol e no alcol sono oggi due temi dibattuti: esistono alternative a questi metodi interessanti ma complessi, costosi e dispendiosi in termini energetici?

Secondo l’enologo Valentino Ciarla, consulente di importanti aziende in tutta Italia, alcune risposte potrebbero venire anche dal ripensamento delle scelte, anzitutto agronomiche.

<<Prima ancora che di no alcol si dovrebbe pensare alla gestione dell’alcol. – Afferma Valentino Ciarla. – Per farlo va ripensata la viticoltura.>>

Low alcol e no alcol

Trent’anni fa avevamo vigneti impostati per “produrre”, la quantità era uno degli obiettivi primari, e con il clima dell’epoca, spesso i vini mancavano di concentrazione, colore, alcol. Così siamo passati a una viticoltura totalmente diversa, portainnesti poco vigorosi, alta densità, diradamenti “feroci”, per avere rese ridotte, maggiore concentrazione e migliore maturità.

Oggi invece, i drastici cambiamenti climatici, e anche la diversa sensibilità dei consumatori, ci impongono una gestione diversa, anche recuperando alcune soluzioni del passato.

Low alcol e no alcol

Condurre il vigneto in modo diverso permette alla vite di esprimersi in modo più libero e distribuire le sostanze nobili come zuccheri e polifenoli su una quantità di grappoli leggermente superiore.

<<A Montalbino, nel territorio di Montespertoli, abbiamo sperimentato l’impianto di un vigneto come si faceva un tempo. Destinato alla produzione di vino rosso, presenta alcuni ceppi di Trebbiano e Malvasia, quindi uve a bacca bianca, oltre a quelli di Sangiovese, Colorino e Canaiolo, proprio per equilibrare l’acidità.>>     

Un’altra soluzione può essere orientare la scelta verso portainnesti più vigorosi e resistenti allo stress idrico, ora oggetto di crescenti sperimentazioni.

<<Credo che l’enologo debba essere sempre più connesso alla vigna e io personalmente passo molto tempo in vigneto. Da lì parte tutto: se le uve arrivano in cantina in condizioni perfette, si creano i presupposti per un grande vino.>>

Il tema è certamente complesso e difficile da esaurire con una sola soluzione, ma pensare fuori dagli schemi può contribuire ad allargare gli orizzonti.

Fonte Gheusis


Marco Germani

Sommelier e Degustatore Ufficiale AIS, ideatore e proprietario di questo blog, collaboro con le principali agenzie di comunicazione food and wine italiane. Scrivere recensioni è la cosa che amo maggiormente, in un calice di vino ci sono i sogni, le speranze, i sacrifici e il grande lavoro dei produttori, ognuno è una storia a se che merita sempre di essere raccontata.

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